Posts Tagged ‘MARCO MASINI’
Quisiera que tu olor no se vaya jamás
y entre tus colores hoy perderme yo
posando alli mis alas sin ningun peligro.
Porque la reina mia me ha dejado así
y el viento de la vida me llevó hasta ti
desde un lejando polen hasta tu milagro.
Te daré de este sol cada rayo que brote,
tocaremos el cielo azul.
Solo yo, solo tú, volaremos libres, si,
solo yo, solo tú, mas alla del río y
luego aún, más aún, donde termina el infinito
del corazón.
Dejar esta colmena y no volver jamás
para encontrar sentido a nuestra realidad,
chupar en otro pétalo sera dulcísimo.
Cubriré tu magnífico cuerpo de mieles,
respirando tu olor y tu luz.
Solo yo, solo tú, volaremos libres, si,
solo yo, solo tú, más allá del dios de aquí.
No bajemos aún, nos amaremos como nadie
nunca podrá amar,
y más y más y más,
sin miedo luego pediré
y tú y tú y tú.
Solo yo, solo tú,
más allá de ti y de mi,
solo yo, solo tú,
descansaremos en la vida.
Quisiera que el verano no acabe jamás,
con todas las abejas quietas en su flor,
como tú y yo se entregan en un gran jardín de amor.
Pubiead*. 05.11.11 таgs: Etiquetas: MARCO MASINI Autar djLA
FUORIGIOCO
Nel parcheggio dei vetri di pagine
siamo già fuorigioco noi due
che ci fai un’altra volta con me
ti potresti fare male
il ruolo della mantide
non si addice alla tua faccia
non mi deludere
mostrando chi non sei.
Hai cercato più di me
di cambiarmi a modo tuo
fino a illuderti che fosse un altro io
quello che amavi e adesso
con la stessa avidità
egoista indifferente tu
pretendi questa storia in esclusiva
ancora viva in te
e scendi giù
Hai la bocca più calda del solito
un fuoco umido di eternità
e l’impazienza di spingerti in me
anche a costo di morire
sorgente inarrestabile
dell’istinto più innocente
che allarga prepotente la mia libertà.
E la luna penetra
dal tuo cielo dentro al mio
nella danza dei tuoi seni sul mio viso
e inginocchiata ancora
un’altra volta hai scelto tu
masochista irreversibile
ti accontenti di una replica di me…di me…di me…
dai smetti andiamo via
Forse ti regalerò
una tregua per il tuo dolore
ma non l’amore che tu vuoi
non cercare scudi di rancore
per salvare questa storia ormai finita
non vivere per me
non ti amo più…no!
Nel parcheggio dei vetri di pagine
siamo già fuorigioco noi due
fine
IL GIORNO DEI PERDENTI
La sveglia si risveglia dentro me
la radio ci riabbuffa di allegrìa
una locomotiva da caffè
bisogna fare sempre economia
che i soldi non si trovano per strada.
Per strada dove urla la città
dove s’invecchia e non si cresce mai
dai muri cola la pubblicità
e quel che cerchi sempre non ce l’hai
e poi ti tocca ancora lavorare.
E’ un giorno come un altro
e ho voglia di andar via
salvarmi con un salto
dalla malinconia
è un giorno come tanti lo so
è un altro vuoto in me
è polvere tra i denti
è un bagno nel bidet
è il giorno dei perdenti
è un giorno che non c’è.
La gente prega in banca il suo Gesù
ed io che non mi voglio bene ormai
mi penso rosso e poi mi vesto blu
e mi diverto a mettermi nei guai
e già si è fatta l’ora di mangiare.
E’ un giorno come un altro
un’altra malattia
un muro troppo alto
un occhio che mi spia
è un giorno come un sasso lo so
che becca sempre me
la vita che non posso
è un asso contro il re.
E quanti giorni ancora e quanti
sarò un prigioniero in me
che fossa da serpenti
l’amore che non c’è
è il giorno dei perdenti
è un giorno senza te.
PASEO MARITIMO
Cuántos kilometros
de emociones aceleradas
cimas de Luna Park
enjambres de veteranos
de una guerra cotidiana
esteril,
crisis dejadas a la mitad.
¡Y me ilusiono de tí
de tus ojos de cielo imposibles!
Aquí
nos quedaremos
aquí
nos descubriremos
aquí
y no tendremos nunca
necesidad de entender
nos bastaremos
y mientras ausente
me acaricias el alma
me pierdo en este
paseo marítimo…
Cuántos milagros
de ilusiones tropicales
eróticos mordiscos de algida
tarjetas de debito
por un lleno de color
para perder
días que se esfuman ya.
Y me hago tuyo,
¡de tus caderas de arena
incansables!
Aquí
nos quedaremos
aquí
nos salvaremos
aquí
y no tendremos nunca
miedo de cambiar
¡nos casaremos
y mientras, ausente,
me escondes el alma,
me pierdo en este
paseo maritimo!
Dentro de un alba metálico
¡Que indiferente nos ensucia de azul!
Lengua de ceniza,
que has comprado mi playa libre,
querria tenerte de nuevo
aquí
en otra vida
aquí,
para no morir
aquí
y no despertar nunca
en estas lágrimas de sal
que no conoces
¡y mientras ausente
te vistes el alma
me pierdo en este
paseo marítimo!
¡En este paseo marítimo!
PROFONDO PORPORA
Fuori da me
oltre il mio Panico
l’unica Via
è sconfinare l’Essere
naufrago
fuori da me
dalla pellicola
senza regia
cado
in un profondo porpora
e come un delfino elettrico
scappo da questo secolo
da questa eclissi di Anima!
Fuori da me
transiterò
caleidoscopiche realtà
piogge di Thé
albe di Rom
e praterie di cellophane
in questo splendido universo
cerco lo spazio che non ho!
Ma fuori da te
oltre i tuoi demoni
è una follia
immaginare di Essermi
libero
fuori da te
senza più repliche
di alibi e nostalgie
cado
in un profondo porpora
e come un juke box all’idrogeno
sballo in un genere stereo
verso un orgasmo inedito!
E fuori fuori da me
transiterò
caleidoscopiche realtà
cieli di Zen
croci di Tau
e birrerie di Canfora
in questo splendido universo
cerco la luce che non ho!
Quando riprendermi non so!
Fuori da questa mia natura
cerco la forza che non ho
e a questo specchio di paura
senza rimpianti dico NO!
Fuori da me vivrò!
FUORI DA ME VIVRÒ!
CENICIENTA DESCONSOLADA
Ya comprendo que es algo serio,
pero ahora no puedo hablarte,
mira, déjate de misterios,
esta noche iré a buscarte.
Desde cuando no me llamabas,
sabes bien que somos amigos,
no es verdad que no me importaras,
me pensé que te habías ido.
No te puedo escuchar apenas,
tengo que poner mil oídos,
dices al final de la cena
que tú estás esperando un hijo.
Él te ha dicho: “Lo siento mucho”,
y después te ha dejado sola,
no le puedes probar que es suyo,
y no sabes que hacer ahora.
Era hermoso sentirse amada,
y dejar transcurrir las horas,
cenicienta desconsolada.
A tu padre como decirle,
el orgullo de su casa,
sabes bien como vas a herirle,
ha sufrido mucho en su vida.
Con tu madre te da vergüenza
de decirle que te gustaba,
el amor que con tanta fuerza
él buscaba y tú le entregabas.
Y qué quieres que yo te diga,
un consejo de buen amigo,
piensa bien si estas decidida,
si de veras quieres un hijo.
De un amor de una sola noche,
de un amor que no se enamora,
de un amor que solo es reproches,
de un amor que te falta ahora.
Tu estabas enamorada
junto a él viste mil auroras,
cenicienta desconsolada.
Y salimos del restaurante,
te sentías tan engañada,
y la luna como un gigante
nos siguió hasta la madrugada.
Y en la puerta del sanatorio
son terribles estas decisiones,
entre el cielo y el purgatorio,
tu decides cual te conviene.
Y regresas sobre tus pasos,
yo en el fondo lo presentía,
nace el alba, ven a mis brazos,
sonriamos al nuevo día.
Con el sol yo te llevo a casa
y te ofrezco mi compañía,
se feliz porque todo pasa,
porque ahora estas mas tranquila.
Porque has vuelto a sentirte amada,
tienen tus ojos mas alegría,
cenicienta desconsolada.
SCIMMIE
Scimmie
sui rami dei giorni
drogati di sogni
di erezioni innocenti
di libertà,
Con la febbre negli ormoni
e un avanzo di civiltà
che si spegne di Tavor e omertà
con il cuore fra i coglioni
e un passato di paranoia
ci godiamo l’istante di una gioia
la realtà dell’Utopia
una lucida Follia
masticare in branco
lingue odori fumo e gomme.
Scimmie
col fiato sul collo
succhiamo il midollo
della vita che vita ci dà!
Perché è meglio salvarsi il culo
che morire sul nascere
come spermatozoi senza femmina
niente svastiche né vangeli
niente sangue da vendere
noi crediamo nell’Animalità
nell’autentica Anarchia
senza inutili messia
confessarsi in branco
fra preghiere di bestemmie.
Scimmie
fratelli-sorelle
coi lividi a pelle
e adrenalina potabile
scimmie
sui tetti del mondo
piangendo ridendo lacrime
per non perdere il vizio della vita
l’Essenza il Perché?
Riusciremo amore mio
in questo splendido paradiso a pagamento
anche a perdonare Dio!
Che spettacolo che viaggio
che scopata rinascere
ce l’avremo il coraggio…chi lo sa?
Fino all’Estasi di uno stallo
per non vivere più a metà
e provare una nuova Libidine!
Scimmie
sui rami dei giorni
drogati di sogni
di erezioni innocenti
di libertà.
Alle origini del cervello
per non farsi di verità
per Aversi e non fottersi l’Anima!
per Aversi e non fottersi l’Anima!
TRAPPOLE
Un annuncio sul giornale,
un messaggio troppo anonimo, che sa
trasgredire e affascinare,
da convincerti a scoprire che cos’è
o chi sarà.
Perché è un gioco clandestino
o il mistero più banale che vivrai,
un rapporto esistenziale col buon vino,
quando inventi un altro ruolo,
quando abbocchi a un’e-mail,
queste, lo sai,
sono trappole,
quelle voci che ti chiamano dai vicoli,
quelle mani che ti afferrano negli angoli,
specialmente se provengono da un’anima
di plastica.
C’è da perdersi
in un giro di illusioni e solitudini,
con gli amori più virtuali, su quel monitor che
t’inghiottirà, come un numero,
nella trappola.
Ma una vita troppo uguale,
sul vagone più monotono che c’è,
dimmi cosa mi può dare,
se non l’ultimo bicchiere di realtà
da buttar giù.
Sia nel bene che nel male,
alla fine di ogni scelta, sempre tu
paghi il conto a quel destino da tradire,
che ti lascerà sbagliare facilmente così,
perché, lo sai,
sono trappole,
quelle storie che diventano difficili,
con la luna solitaria dei licantropi,
oltre il limite delle tue stesse regole
e abitudini.
Per evadere,
cerca un sogno più rischioso e imprevedibile,
dove mai sarai un ostaggio e, da sconfitto o da eroe,
resti chi sei, un superstite, resti chi sei, un superstite,
un superstite.
LA VOGLIA DI MORIRE
Se perso in un tramonto vuoi sparire
con il sole giù
nel mare dove muore lui
Se la forchetta torna su ma senza cibo perchè sa
che la tua bocca non ci sta
e se la bocca non vuol più trovare verità e bugie
se gli occhi sono un velo blu ma senza stelle nè poesie
Se ti chiudi dentro te e non ti accendi più
al fuoco di un amore
se hai voglia di andar via per non tornare mai
se la malinconia con tutti i suoi ghiacciai
ti paralizza il cuore se tutti questi se
li senti dentro te hai voglia di morire
Ma il cuore ti si ferma un pò
sui mendicanti di città intirizziti nei metrò
ma i pensionati soli al bar le vite come malattie
nelle trincee della realtà
ma le caserme e le corsie di bimbi troppo calmi ormai
ma i nuovi schiavi sulla via
nel pianto dell’ave Maria
Ma il mondo dietro te che non ha visto mai
le lacrime del mare
ma i fondi di caffè di questa umanità
nei ghetti delle idee di quanto intorno a te
nessuno vuol capire con tutti questi ma
vedrai ti passerà la voglia di morire
Ma se un giorno incontri lei
che invade gli occhi tuoi
e tu non sai che dire non ci saranno ma
l’amore ucciderà la voglia di morire
IL CIELO DELLA VERGINE
Sulle spiagge di settembre
c’è la solita agonia
degli amori di ricambio
che domani vanno via
annoiati come cozze
siamo razza di città
ci si sveglia a mezzanotte
e poi dopo che si fa…
è il cielo della vergine
che passa su di noi
un sogno metafisico
non essere chi sei…
e invece siamo radioattività
disoccupati avanzi di licei
cresciuti alla filosofia del bar…
non essere chi sei… oh no…
non essere chi sei
che faremo nella vita
anche niente perchè no
siamo barche arrovesciate
le scintille di un falò oh yee, oh no..
diventiamo due disegni
e buttiamoci in un film
basta credere nei sogni nelle stelle messe lì
nel cielo della vergine che passa su di noi
l’amore non è un obbligo
lo sai non farlo se non vuoi
saremo due dolcissimi robot
compagni di una tenera odissea
invece del brutale elettroshock
di una scopata e via che poi tu non saresti mia
è il cielo della vergine, oh yee, oh no,
che passa su di noi
la luna stroboscopica, oh yee, oh no,
che incanta i marinai
è la costellazione dell’addio
la vergine che passa su di noi
balliamoci la vita amore mio
domani non ci sei
con me domani non ci sei
è il cielo della vergine
che passa su di noi
la luna stroboscopica
che incanta i marinai
e il cielo della vergine
che passa su di noi
un sogno metafisico
non essere chi sei.



